domenica 20 settembre 2015

La Cambogia di Pol Pot è metallica forma spartana (M. Lattanzio)


La Cambogia di Pol Pot è metallica forma spartana e devastante estetica nichilista, 'geometrico' ordine prussiano e oggettiva prassi bolscevica di uno stato popolare fondato sulla totale coesione comunitaria dei soldati khmer, dei contadini e degli operai, i quali procederanno al radicale 'sventramento' rivoluzionario del disordine borghese individualistico-occidentale.

Lo Stato popolare Khmer di Pol Pot

L’epilogo ciclico della decadenza occidentale è l'estenuazione razziale della forma antropologica e la 'teratologica' deformazione del tessuto sociale nel quale 'si agitano' lo masse degli individui 'pullulanti' nelle aree metropolitane dell'Occidente giudaico-plutocratico. II disordine degli individui 'posseduti' dalle pulsioni consumistico-mercantili correlate cori le dinamiche neocapitalistiche predominanti nelle democrazie usuraie accidentali - è l''approdo' terminale del processo di dissoluzione antropologica e di frammentazione sociale indotto dalla 'scomposizione' ontologica dell'ordine della razza. E' il maleolente e limaccioso 'flutto' antropoide della razza borghese, la quale ha patologicamente 'inciso' il ripugnante 'marchio' della inferiorità razziale sulla stessa immagine 'fisica' del `cittadino' occidentale: " Io soffro - scrive Piarre Drieu La Rochelle - per il corpo degli individui (...); che cosa orribile camminare per le strade ed incontrare tanto fallimento, tanta bruttezza, tanta imperfezione: schiene curve, spalle cadenti, ventri gonfi, cosce magre, visi flaccidi." E' Io sprezzante 'scarabocchio' descrittivo che 'rappresenta' la sotto-razza cittadina, 'affrescato' dai 'colpi di rasoio' della penna di Drieu La Rochelle. Si tratta di una 'ricognizione' analitica contenutisticamente omologa alla polemica antiurbana organicamente illustrata da Walter Darrè, Ministro per l'Agricoltura e per l'Alimentazione del Terzo Reich nazionalsocialista: Nella nostra alternativa 'Città a Campagna' bisogna anche considerare un punto di vista più lontano. Ogni città, sia la città-giardino che la città-caserma, non si regge autonomamente su proprie leggi vitali. (...) Ogni città è come una piovra che trae con i suoi lunghi tentacoli (...) il nutrimento dai dintorni, e perfino da più lontano quando i mezzi di trasporto glielo consentono. Se una circostanza qualsiasi interrompe questo flusso nutritivo verso la città, essa diventa come un pesce fuor d'acqua. La città, in tal caso, non può mantenersi in vita autonomamente: accorre aiutarla dall'esterno. ll parassitismo è il carattere fondamentale della città. Ogni parassitismo muore quando gli viene sottratta la sua fonte nutritiva... " 

Nel contadinato germanico - il Bauerntum - risiederà la 'sorgente' antropologica dei sangue ariano, la quale 'nutrirà' il nuovo ordine della razza affermato dal Terzo Reich nazionalsocialista - così come, mutatis mutandis, [Il contadinato sarà il soggetto sociale di riferimento per i movimenti rivoluzionari comunisti, caratterizzati da una lettura' marxisticamente `eretica' e dialetticamente difforme dalla prassi di conflittualità sociale denominata "lotta di classe". Non si dimentichi, a tale proposito, che, secondo Lenin "La lotta contro i contadini è più difficile e ben più lunga di quella che dobbiamo combattere contro la borghesia" - mentre, secondo l'ebreo Marx-Mardechai, il contadino é colui che deve essere strappato dall' "idiotismo delle campagne". La centralità sociale del contadinato e l'incompatibilità 'culturale' che oppone lo 'spirito' della campagna al razionalismo utilitaristico dalla città, delinea, invece, i fattori identificanti della concezione maoista dello Stato popolare: "La guerra di resistenza al Giappone - scrive Lin Piao - fu essenzialmente una guerra rivoluzionaria del contadini guidata dal nostro Partito (...). Fare affidamento sui contadini, creare basi rurali e servirsi delle campagne per accerchiare e in seguito conquistare le città - questa fu la strada che condusse alla vittoria la rivoluzione cinese." Certo, oggi, nell'Occidente plutocratico, il contadinato rappresenta una componente sociale quantitativamente 'recessiva', qualitativamente degradata e politicamente marginale - ma, risulta parimenti Innegabile che gli attuali fenomeni immigratori extraeuropei - nonché quelli provenienti da aree 'arretrate' dell'est europeo - costituiscano l’ 'assalto' sferrato dalla 'campagna del mondo' contro la 'città del mondo' occidentale, 'convalidando', a distanza di circa tre decenni, l'esattezza 'strategica' dell'analisi politica rivoluzionaria elaborata da Lin Piao; "Prendiamo l'intera globo terrestre. Se l'America del nord e l'Europa occidentale possono essere considerate la sua città', l'Asia, l'Africa e l'America Latina rappresentano la sua 'zona rurale'. Dopo la seconda guerra mondiale, il movimento rivoluzionario del proletariato dei paesi capitalisti dell'America del nord e dell'Europa occidentale, per varie ragioni, ha provvisoriamente segnato il passo, mentre il movimento rivoluzionario dei popoli dell'Asia, dell'Africa e dell'America Latina si è vigorosamente sviluppato. In un certo senso, anche la rivoluzione nel mando contemporaneo si presenta come un accerchiamento della città dalla campagna . La radicale discriminante costituita dall'intelligenza politica, consiste nella capacità di comprensione dei significato sostanziale che sottende la 'facciata', ovvero la formalistica convenzione semantico-lessicale inerente a una fenomenologia politica. Si tratta di individuare i nessi di affinità oggettiva rilevabili nella qualità elo nella direzione di un vettore politico, il quale dovrà essere funzionalmente inserito nel quadro di una preesistente forma politico-progettuale, ai fine di contribuire al potenziamento della sua efficacia di devastazione antisistemica.

La Cambogia sarà annessa dal Vietnam fra il 1841 e il 1845. Successivamente, nel 1863, la Francia, 'ufficialmente' richiesta dal re Ang Duong e, poi, dal re Norodom, imporrà il suo protettorato sulla Cambogia. II dominio coloniale francese terminerà nel 1953. Durante questo periodo, la Cambogia sarà subordinata alle esigenze di profitto del sistema di sfruttamento coloniale egemonizzato dalle oligarchie plutocratiche giudaico-francesi. Esse procederanno al sistematico prelievo forzoso delle materie prime cambogiane e alla successiva rivendita, In loco, di manufatti molto costosi. Infatti, il risparmio laboriosamente accantonato dai contadini - speso pressoché esclusivamente per l'acquisto di questi prodotti -, sarà 'distratta' da ogni forma di investimento produttivo finalizzato al miglioramento delle tecniche di coltivazione. Il contadinato cambogiano, storicamente 'avvezzo' al baratto - pienamente operante fino al volgere del XIX secolo -, sarà progressivamente costretto all'uso del denaro e alla sottoscrizione di prestiti monopolizzati da usurai cinesi, i quali pretenderanno tassi d'interesse annuali oscillanti fra il 200% e il 300% "Ad alcuni contadini accadeva di lavorare solo per rimborsare i loro debiti e di vedersi talvolta costretti persino ad alienare le loro proprietà (-..) ...le terre cominciarono a venir concentrate nelle mani dei capitalisti focali. (...) Nel 1956, il principe Sihanuk aveva cercato di porre rimedia ai prestiti usurai istituendo un prestito agricolo e una sarta di cooperativa per la raccolta dei prodotti agricoli. Ma i direttori del credito e delle cooperative sfruttavano i contadini in un modo ancor piú spietato dei commercianti cinesi. "Secondo i Khmer Rossi occorrerà "...una trasformazione completa della mentalità della gente..." Infatti, "Nell'amministrazione di Phnom Penh, la corruzione, anche nell'epoca di Sihanuk, raggiungeva un'ampiezza quasi inimmaginabile." Conseguentemente, l'anima popolare contadina esprimerà un giustificato sentimento di "odio per le città dove si concentravano i commercianti cinesi e il personale amministrativo ."

Il Pracheachon (Partito Comunista Khmer), forma espressiva organizzata della soggettività sociale contadina, nel corso della lotta antisistemica diverrà I'Angkar, ovvero l'Organizzazione rivoluzionaria del Partito e dello Stato, incarnati dall'avanguardia politica del popolo cambogiana. Nell'Angkar non esistono soggetti che, in quanto tali, prevarichino sugli altri: ogni dirigente è funzione oggettiva della totalità rivoluzionaria. Questo orientamento è confermato dalia pressoché completa mancanza di notizie biografiche riguardanti la persona di Pol Pot. Egli, unitamente con i suoi compagni di partito, assumerà rilievo soltanto quale oggettiva funzione militante dell'Angkar. L'anonimato ascetica dei saldati politici khmer presenterà '"...i caratteri 'tipici' che - scrive Julius Evola - quasi sempre hanno avuto (...) le figure rappresentative: il saggio, il guerriero, l'asceta, l'aristocrate (...). In effetti, in esse tutte il superpersonale e l'impersonale appaiono strettamente congiunti."

Pol Pot è il "nome di battaglia" che, come ogni altro militante, sarà assunto da Saloth Sar nel momento in cui aderirà all'Angkar, abbandonando la precedente identità individuale, `necessariamente' trasfigurata nella impersonalità attiva di colui che è grado individuale di manifestazione della totalità rivoluzionaria: "...in effetti, quando un uomo entra nell'esercito rivoluzionario, deve cambiare nome, come se rinascesse. Nessuno deve più riconoscerio, nemmeno i suoi genitori ." Nato nel 1928 a Kompong Thom da una famiglia contadina, Saloth Sar sarà educato in una pagoda buddhista per sei anni e al College Technique di Phnom Penh. Nel 1949 si trasferirà in Francia grazie al conseguimento di una borsa di studio, al fine di perfezionarsi in radiotecnica. A Parigi, entrerà in contatto con i comunisti e con gli altri studenti cambogiani residenti in Francia. Nel 1952 rientrerà in Cambogia e parteciperà alla guerriglia antifrancese. Sposerà Khieu Ponnary, sorella della moglie di Leng Sary, dirigente del Partito Comunista Khmer, il cui congresso lo eleggerà vice-segretario nel 1960 e segretario nei 1962. Nell'Angkar è assente ogni riferimento ai materialismo storico-dialettico, alla centralità operaia, alla lotta di classe e alla dittatura del proletariato. L'Angkar è l'avanguardia rivoluzionaria della totalità popolare cambogiana, saldamente 'raccolta' intorno alla soggettività sociale antagonista del contadinato, inteso quale portatore di una 'cultura' rurale e antiurbana, nonché radicalmente - e non dialetticamente - antiborghese e anticapitalista. il 5 gennaio 1976 sarà promulgata la "Costituzione della Kampuchea democratica". Essa, all'art. 1, così recita: "Lo Stato della Kampuchea é lo stato degli operai, dei contadini e di tutti gli altri lavoratori della Kampuchea." La sobria elementarità spartana e bolscevica della comunità di popolo si articolerà nei quadro dello Stato popolare del soldati politici khmer rossi, del contadini e degli operai. L'ideologia marxista rappresenterà la superficiale 'concrezione' formalistica di un processo rivoluzionario nazionale, popolare, socialista, contadino e antiplutocratico; "Se, fino al settembre 1976, la radio e i dirigenti hanno fatto abitualmente riferimento al 'movimento rivoluzionario internazionale' e all 'edificazione del socialismo', non si sono mai richiamati tuttavia ai marxismo [...]. Infatti, "Si à parlato di 'abbattere le classi' e di 'abbattere il regime’ ma non si è mai parlato di 'dittatura del proletariato' o di 'lotta di classe' ."Nei settembre 1966, il Partito Comunista Khmer adotterà la metodologia rivoluzionaria della lotta armata, la quale 'esploderà' nei 1967, in occasione della mobilitazione popolare contadina di Sarnlaut, .in villaggio della provincia di Battambang, nell'ovest della Cambogia. La lotta armata di liberazione nazionale e popolare raggiungerà il suo 'culmine' negli anni compresi fra il 1973 e il 1975. In questi anni, il governo coloniale filo-statunitense del fantoccio Lon Nol sarà costretto a difendere la sola ospitale, sottoposta agli incessanti bombardamenti dell'artiglieria della armate popolari rivoluzionarie dei Khmer Rossi. II 17 aprile 1975, i Khmer Rossi entreranno a Phnom Penh, finalmente liberata dall'occupazione coloniale statunitense. La devastante estetica militante della prassi di radicale eversione antiborghese attuata dai Khmer Rossi - inizierà allora una 'titanica' opera di sventramento' rivoluzionario della società borghese e della 'mercatura' plutocratica: "Casi come abbiamo lottato per cacciare i colonialisti francesi e giapponesi - afferma Pol Pot - e poi, da ultimo, gli imperialisti americani, continueremo la lotta per costruire e per difendere la nazione, con lo stesso eroismo rivoluzionario ."

La città è il 'luogo' sociologico-urbanistico del privilegio borghese, della rapacità affaristica e dei parassitismo plutocratico. Essa sarà 'bonificata' dal Khmer Rossi mediante la 'tecnica' rivoluzionaria del "paniere rovesciato", consistente, appunto, nel rovesciamento del "paniere" (ossia la città) con tutti i frutti in esso contenuti (contrariamente alle ‘altre' rivoluzioni che eliminano dal "paniere" solo i frutti marci), dai quali saranno 'selezionati' solo quelli ancora 'sani', ovvero la sostanza antropologica meritevole di un successivo e graduale reinsediamento di una 'nuova' struttura urbana quantitativamente 'ridimensionata' e qualitativamente resa funzionale e subordinata all'armonico, equilibrato e organico sviluppo della comunità rurale. I Khmer Rossi avvieranno la prassi di 'svuotamento' delle città cominciando proprio da Phnom Penh: "Questa evacuazione generalizzata, massiccia, discendeva da una concezione nuova della società; l'idea stessa della città doveva scomparire. Le città cambogiane si erano ingrandite attorno ai mercati, e Phnom Penh, in particolare, aveva conosciuto la sua espansione grazie ai colonialismo francese, al commercio cinese, alle burocrazia statali della monarchia e della repubblica. Bisognava fare tabula rasa e costruire una società (...) di tipo rurale ." Secondo Pol Pot "La città é malvagia, perché in città c'è il denaro. Le persone si possono cambiare, la città no. Sudando per dissodare, seminare, raccogliere, l'uomo conoscerà il vero valore delle cose. Bisogna che l'uomo sappia che nasce dal grano di riso! "

La prassi rivoluzionaria del trasferimento guidato della popolazione urbana dalla città alla campagna, costituisce la conforme proiezione 'esecutiva' mutuata dalla elaborazione teorica formulata da Khieu Samphan, dirigente dell'Angkar rivoluzionaria. Egli sosterrà che i flussi monetari dell'economia capitalistico-mercantile cittadina determinano la decadenza della nazione. La città - secondo Khieu Samphan - 'vampirizza' la produzione agricola a beneficio di strati sociali affaristico-borghesi, i quali alimentano consumi parassitari, nonché di un apparato burocratico composto da individui deboli e corrotti. Samphan delinea una proposta radicalmente alternativa, articolata nell'abolizione della proprietà privata, nell'abolizione della moneta, nell'abolizione della città e nella valorizzazione della campagna, 'elevata' al 'rango' sociologico di primario spazio di insediamento della comunità popolare, Conseguentemente, la Banca di emissione sarà minata e fatta saltare in aria, la moneta sarà abolita e li baratto si affermerà quale esclusivo mezzo di scambio. Ciò determinerà la sostanziale cancellazione' urbanistico-economica della città, completamente privata dei circuiti monetari che garantiscono la sopravvivenza della speculazione finanziaria ' manovrata' dalle oligarchie cittadine della borghesia mercantile e usuraia. La struttura industriale, collocata al servizio dell'agricoltura, fornirà le attrezzature, gli utensili e gli indumenti necessari all'esercizio dell'attività contadina. Saranno aboliti I titoli accademici, sostituiti dai "diplomi a vista", ovvero dal certificati rilasciati dall'Angkar a coloro che avranno funzionalmente e produttivamente contribuito alla milizia dei lavoro mirante allo sviluppo e al consolidamento dell'equilibrio economico comunitario. La dissociazione razionalistica dell'intellettualismo borghese sarà ricomposta mediante l'abolizione di ogni forma di attività professionale che propizi la formazione di gruppi sociali oligarchici tendenzialmente confliggenti con gli interessi della comunità popolare del lavoro contadino e operaio. La scuola, divenuta funzione politico-educativa della comunità di popolo, non conferirà titoli che consentano l'esercizio di attività professionali socialmente privilegiate. L'educazione politica dei bambini inizierà all'età di sei anni. Essi apprenderanno che la lealtà politica nei confronti dell'Angkar e della comunità di popolo dei soldati, dei contadini e degli operai prevale sul rapporto naturalistica che unisce il singolo alla propria famiglia d'origine. La medicina tradizionale sostituirà la farmacologia chimica occidentale, mentre i membri dei kom, cellula base della comunità di popolo, composta da dieci a quindici famiglie, a seconda dei settori, assumerà i pasti in comune, come nella Sparta dorica e come nella Cina maoista. Il nichilismo iconoclasta delle milizie khmer avvierà una 'mirata' prassi di annientamento nei confronti di istituzioni, strutture ed esponenti religiosi, specialmente buddhisti, che rifiuteranno di collaborare o che saranno oggettivamente incompatibili con il processo di edificazione dello Stato popolare khmer. `Le campagne erano la sede nella quale operare la rigenerazione (...). Il virus della corruzione e del capitalismo andava estirpato alla radice. Col sangue e col fuoco. Recita l'inno nazionale inserito nella costituzione  del 1975: 'il sangue rosso scarlatto innaffia le città e le pianure della Kampuchea, la nostra patria.' Militari, funzionari, commercianti, artigiani, intellettuali, proprietari, professîonisti, studenti, vengono espulsi dalle città (...). Gli Implacablil Kamaphlbal, I quadri dell'Angkar, operano per creare l' 'uomo nuovo'. La loro parola d'ordine è che non si può cambiare la società se non si cambia l'uomo. (...) ...i ragazzi, il grosso dei quadri militari dei Khmer Rossi, che ha un'età compresa tra i 13 e e i 17 anni, rappresentano, invece, la riserva di. purezza alla quale attingere per. creare la nuova società ." A tutt'oggi, non sappiamo ancora - data la contraddittorietà delle notizie - se Pol Pot sia morto o meno nella giungla indocinese, dove stabilirà il suo quartier generale dopo che, nel 1978 si sarà allontanato da Phnom Penh, occupata dai vietnamiti. Non si sa `bene' ...dei resto, di fronte all'oggettiva funzione della sua milizia rivoluzionaria, anche la sua persona fisica ha un rilievo meramente subordinato. Ciò che rimane, é la radicale valenza di un processo rivoluzionario nazionale, prussiano e comunista, contadino e antiplutocratico, condotto con esemplare coerenza politica e con lucida efficacia operativa: "...soppressione delle città, liquidazione radicale dei vecchi dirigenti, ristrutturazione completa della società e dell'economia, trasformazione della cultura e abolizione di qualsiasi religione. Nessuna rivoluzione si è spinta così avanti, e soprattutto così rapidamente, nella realizzazione dei suoi obiettivi ." Quindi, noi riconosciamo nella Cambogia nazionalcomunlsta di Pol Pot la connotazione politica identificante di uno Stato popolare fondato su dl un ordine gerarchico agricolo-guerriero dl soldati politici radicati` nella spartana elementarità solidaristica del comunismo contadino. 

Quanto a noi, personalmente, `troviamo' che Pol Pot sia molto 'simpatico'... se `proprio' vogliamo 'parlare' di nazionalcomunismo, al di là del ruffianísmo slavo degli Zirinovski e degli Zjuganov...

[Nota di NDS: Ci rendiamo conto che non tutto il contenuto del pezzo sia condivisibile, ma ci pare importante riproporlo per dare spazio ad un'idea non conforme al pensiero unico, dovuta ad una visione aperta della lotta politica]

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